non so proprio da dove iniziare… è stata sicuramente una delle esperienze più toccanti della mia vita!
oggi ho fatto il mio primo servizio in Ospedale e la fatalità ha voluto che fosse proprio in Pediatria
la prima volte che mi è stato assegnato il turno ero con gli adulti, ma poi mi sono ammalata ed ho dovuto spostarla, così so capitata qui…
da quando ho iniziato questa avventura ho sempre visto questo reparto come lo scoglio duro da affrontare…il mio spettro….la paura più grande
sarà che sono mamma?
però il fato mi ha ripagata anche facendo capitare con me le mie sorelle Smailix e Arlyn, non ci potevo credere che tra tutti i claun avessi con me, durante il mio primo servizio, nel reparto che più temevo, proprio loro!!! wow
sono arrivata all’appuntamento con la mia super compagna claun Samilix
si dice che l’unione faccia la forza e non è mai stato tanto vero come in questa circostanza
così siamo andate assieme ad affrontare la nostra prima avventura, quella che ricorderemo per tutta la vita, l’epserienza che ci ha regalato un emozione indescrivibile
abbiamo una stanzetta dove possiamo cambiarci prepararci e qualcuno si trucca pure
eravamo in 8 di cui 3 nuovi (tra cui Marziculì)…noi 3 siamo stati super coccolati di attenzioni amorevoli dai “vecchi” e questo ti da una serenità che affievolisce l’agitazione
poi sono stata adffidata al mio angelo claun e siamo partiti…
all’inizio mi sentivo molto spettatrice, praticamente impalata! ma poi piano piano ho capito dove potermi “infilare” per essere di supporto nelle varie gag
non c’è nulla di preparato, ma tutta improvvisazione
l’emozione di quando entri in una stanza e non sai porprio cosa ti aspetta dentro…è disarmante cosa nasce dopo
inizi a giocare a parlare e le storie nascono da sè
in quasi tutte le stanze abbiamo giocato con i bambini come se fossero “magici”.
I bimbi facevano la magia con la bacchetta magica che in realtà erano lo scopettino del bagno e una plaetta cacciamosche e disegnavano/coloravano/cancellavano il libro magico.
Poi sempre rimanendo in tema magia, gli lasciavamo come ricordo un braccialetto luminescente che si illuminavano nelle loro mani…oppure un palloncino (ho fatto il mio primo palloncino-caneeeee
)
abbiamo incontrato bambini praticamente di tutte le età tra 0 e i 10
quelli che ovviamente a me toccavano di più erano però i piccolissimi
in una stanza da due letti non ci eravamo nemmeno accorte che nel letto vicino dormiva un neonato e la mamma era fuori in corridoio
così mentre noi facevamo le nostre magie ad un bambino di 10 anni, ha iniziato a piangere…mammamamaaa che colpo al cuore! un tonfo…non ce ne eravamo accorteeee pazzesco
era così piccolo dentro a quel letto così grande che non si vedeva nemmeno
da li mi sono distratta continuavo a guardare nella sua direzione…poi la sua mamma è rientrata e l’ha preso in braccio
era picolissimo e aveva dei tubicini attaccati…
oddio ecco materializzato il mio incubo! vedere un batuffolo così piccolo lì
quando siamo uscite è iniziata l’APNEA, sensazione che mi cresceva dentro man mano che andavamo avanti da una stanza all’altra
A P N E A
mi divertivo si..nons stavo male…come ho già scritto prima piano piano interagivo sempre di più con il mio angelo…ma questa sensazione però si era impossessata di me
in un altra stanza abbiamo incontrato una bimba in braccio alla sua mamma, era piena di tubicini lei praticamente non interagiva solo dopo un pochino abbiamo capito che era affetta da una forma di autismosi era fissata a guardami il camice, non mi toglieva gli occhi di dosso…mi sono immobilizzata perchè lei non smettessepoi l’abbiamo accarezzata con le paperelle di stoffa e le abbiamo regalato un braccialetto magico…la mamma l’ha spronava a scegliere con gli occhi il colore del braccialetto e così ha scelto l’arancione!anche questa è stata una stanza difficile per me…non solo per la bimba ma anche e sopratutto per il coraggio della mamma
sembrava così forte e determinata ma aveva l’aria sfinita, ed era li da sola…con questa bimba di 6 anni in braccio
“povera!” ho pensato…”io non dovrei nemmeno lamentarmi di affrontare banalità che in confronto sono nulla”
….e dai che mangiavo caramelle…
poi siamo scesi in pronto soccorso:
e lì è stato il momento più stancante, forse sentivo un pò il peso delle storie precendenti poi mettici che c’era tanta gente
ma l’atmosfera era diversa
se mentre nei piani avvertivo una certa consapevolezza nell’aria, quindi sia bimbi che genitori che personale hanno come metabolizzato il ricovero e la loro paura si è evoluta in qualcosaltro
in pronto soccorso no! lì arriva di tutto e quando arriva è SPAVENTO totale
in alcuni casi disperazione
mamme che piangono, bambini che urlano disperati, lacrime tensione elettricità nell’aria
l’ultimo saluto e anche il più toccante è stato proprio qui, ad una mamma che teneva il suo amore di 1 mese in braccio…lo guardava e lo cullava e ci ha detto “è stata colpa mia…gli ho fatto il naso rosso come il vostro..solo colpa mia”
non sapevo che dire, avrei voluto abbracciarla, in quel momento era lei ad aver bisogno di noi…
ecco, servizio finito!
siamo tornati nella nostra stanzetta claun e fatto decopressione/condivisione/mangiato un sacco di caramelle/…fine dell’APNEA
in macchina sono scoppiata a piangere, ed ho pianto così tanto che non riuscivo ne a guidare ne a parlare…
sentivo paura…che non mi succeda mai di trovarmi a loro posto
impotente…perchè mi sembrava di non aver fatto abbastanza per loro
senso di colpa perchè pensavo a tutti quei volti che ci sorridevano, quelle mamme e quei bambini che erano ancora li mentre io tornavo alla mia “serenità” tra le braccia della mia piccola che sta benissimo e ringraziavo Dio x questo!
grinta, perchè nonostante le lacrime e tutto il resto non vedo l’ora di ritornare per far ridere qualcun altro
