il Diario di MillaZu

nuovi libri, nuove sotrie

sono andata in libreria

era una giornata un pò così…un sole stupendo, ma solo nel cielo!dentro al cuore un pò di amarezza…
quindi cosa c’è di meglio se non un pò di shopping?
spesa, ortofrutta, macellaio e libreriaaaaa!!!

dopo 45minuti e un sacco di indecisione ho scelto:

lescarpedellamamma

Le scarpe della mamma

Una storia in cui sono protagoniste, appunto, le scarpe della mamma, che vengono curiosamente osservate in tutte le loro forme e interpretate con tutti i loro significati: le ciabattine di plastica nella borsa, le scarpe da ginnastica vicino al divano, gli zoccoli di legno per il mare, le scarpe vecchie nell’ingresso.
Una divertente rassegna di situazioni quotidiane, ma soprattutto il dolce e tenero sentimento del piccolo osservatore, il suo amore per la mamma e per tutto ciò che la riguarda.

dovrei scrivere un poema per la passione che ho io per le scarpe e forse perchè ne ho tante o perchè sono sempre sparse per casa, ma Milla fin da piccola se l’è sempre rubate
le uniche che proprio non guarda mai sono le All Star che manco se le fila di striscio..le altre invece, una passione!
ma che ho memoria, anche io da piccola facevo così con mia mamma
ero attratta dai suoi stivali e le dicevo sempre che doveva tenermelio da parte per quando sarei stata grande
morbidi di pelle color marrone caldo
con un tacco 8, che odoravano di cuoio…

locandina-trilli-e-il-tesoro-perduto

Trilli e il tesoro perduto
adesso è periodo Trilli, lo vede dappertutto quindi andiamo di libro ;)

Nella Radura Incantata, tutti si preparano per la grande Festa d’Autunno, e Trilli ha un incarico davvero importante. Deve costruire lo scettro con la Pietra di Luna, necessario a ottenere il raccolto di polvere magica da cui dipende l’esistenza stessa delle fate.
Trilli è entusiasta e lo è anche il suo migliore amico Terence, che la aiuta con affetto e dedizione.
Purtroppo, per colpa del suo brutto carattere, la fata tuttofare litiga con Terence e, come se non bastasse, la Pietra di Luna si rompe! Per aggiustare il suo scettro e non deludere le fate dell’Isola-Che-Non-C’è, Trilli dovrà partire per un viaggio misterioso e difficile, alla ricerca di uno specchio fatato in grado di realizzare qualunque desiderio…

insomma c’è tutto dentro!
parla di responsabilità, di amicizia, di credere in un ideale…
forse concetti molto avanti per una bimba di 4 anni? non credo..

principessaperfettaPrincipessa Perfetta, Clotilde maleducata

parla di Clotilde un pò Principessa un pò monella…uguale uguale a Pataina!

il succo delle storielle è che è meglio essere Principessa che monella
e per principessa non si intende “modaiola” , “fighetta”, ma principessa nei modi
educata e gentile…
mooolto utile! poi la personaggia in questione ci assomiglia un sacco ;)

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    November 11, 2009 at 5:07 PM Comments (0)

    tutti al cinema a vedere UP

    siamo andati al cinema a vedere UP!
    troppo carino, anche se credo che per te fosse un pò “avanti”

    …i palloncini che volano, la vecchina che non c’è più e lui che per amor suo fa di tutto per realizzare quella promessa
    molto commovente ma un pò difficile da spiegare ancora

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      October 26, 2009 at 6:08 PM Comment (1)

      fiaba


      La giusta distanza

      C’era una volta una bambina che aveva un papà che era sempre altrove e una mamma accogliente come un frigorifero in una stanza vuota. Non c’erano fratelli o sorelle che le facevano compagnia, o nonni e cugini che le strappassero una risata. La bambina diventò grande, comunque e nonostante, e un bel giorno si innamorò. Sarà per caso o sarà perché di mamma ne aveva avuta troppo poca, sposò un uomo che portava in dote una famiglia intera. Calda di carezze e cibo e gesti affettuosi che riempivano tutti quei vuoti che si portava appresso. E quando tutti gli spazi furono colmi, c’era ancora qualcuno che nutriva, riempiva, scaldava. Nacque un bambino. Le dissero di non preoccuparsi, che ci avrebbero pensato tutti insieme, loro sì che sapevano come fare: il papà, i nonni, gli zii, i cugini e i vicini di casa avrebbero provveduto ai bisogni di entrambi, scaldandoli e riempiendoli e nutrendoli.
      La donna pensò che conosceva solo l’amore che manca come quando hai smarrito la sciarpa e sibila il vento di un gelido inverno; o quello che soffoca, come l’asfalto d’estate che sbuffa vapore sotto il sole cocente.
      La donna capì che esser madre voleva dire imparare tante cose, ma soprattutto imparare a dosare l’amore.

      tratta da La solitudine delle madri di Marilde Trinchero
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        May 22, 2009 at 1:48 PM Comments (0)