scuola pubblica e privata, italiana e non
Giornata di blogging sulla scuola italiana – 12 aprile 2011
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Ponti Tibetani lancia questa proposta di parlare sui blog dell’argomento scuola, più precisamente la scelta tra scuola pubblica o privata
Da piccola ho frequentato le elementari alla scuola francese a Roma, per una serie di vicissitudini sono finita in questa che più che una scuola privata sembrava un castello
Ho un ricordo bellissimo oltre ad avermi lasciato la lingua in eredità: uscivamo alle 17, facevamo 3 sport a scelta su 5, 2 strumenti musicali a scelta su 5 , educazione domestica, calligrafia con la penna stilografica, c’era la mensa interna tipo self service, una maestra per ogni disciplina, attività teatrali, e lezione di Italiano e storia dell’Italia
La scuola era privata frequentata soprattutto da figli di ambasciatori africani a Roma, quindi il tasso dei bimbi di colore era pari ai “bianchi”
Non ho mai smesso di ringraziare mia madre per quella scelta!
Così fin da piccola ho conosciuto realtà diverse, colori diversi dal mio…c’era una perfetta coabitazione di culture così lontane
soprattutto non c’era questo concetto “io sono meglio” perché sono italiana in Italia, ma eravamo tutti allo stesso livello
c’erano bimbi che arrivavano con l’autista, quelli accompagnati dalla Filippina, altri con la scorta…quindi posso dire che in un certo senso ero io ad essere socialmente più sfigata di loro J ma non mi sono mai sentita in alcun modo etichettata
Erano gli anni ’80 e mamma faceva due lavori per mantenermi la, finché poi in quarta elementare per mancanza di soldi sono stata iscritta alla scuola Italiana pubblica
Tatannnnn, il colpo è stato durissomo!
Non scrivevo ne leggevo in italiano, la mia R era così francese da far invidia ai francesi, e l’accento più che romanaccio era decisamente un sofisticato francofono
ma più che rimettermi alla pari con il programma di studio (quella era più preoccupazione di mia madre), la mia difficoltà maggiore era nel capire come mai ci fossero solo 2 bambini “extracomunitari”
mamma sai che gli altri bambini non giocano con loro?
Amore qui non è come in Francia dove ci sono tante culture diverse che vivono insieme…abbi pazienza e le cose cambieranno!
Oggi, 2011, non faccio che sentire quanto le mamme fuori scuola siano preoccupate del fatto che il 40% della classe iscritta alla prima elementare è extracomunitaria!!! GULP
So sconvolta!!!!! Ma le cose non dovevano cambiare?
Eppure parliamo di bimbi nati e cresciuti qua, che parlano l’italiano meglio dei loro genitori e di pataMilla che sfoggia un fantastico dialetto Padovano..
parliamo di bimbi che hanno frequentato anche il nido, quindi non hanno abitudini diverse dalla mia
di bimbi che a 5 anni sanno già 2 lingue oltre all’italiano
Ma possibile che nessuno lo trovi fantastico?
Considero tutto questo stimolante ed estremamente formativo per pataMilla
Come raccontavo in un post, abbiamo iscritto Milla alla scuola pubblica
Certo che adesso sarà compito della scuola e delle insegnanti aiutare i bambini a colmare eventuali lacune e tenere il livello d’istruzione alla pari, soprattutto nel caso ci fossero casi di difficoltà d’apprendimento
ma questo credo che sia a prescindere da quanti siano gli “extracomunitari” in classe!!!!
devo essere sincera però, c’era una bella scuola English International School alla quale mi sarebbe piaciuto mandarla, proprio perché il percorso formativo fosse prima di tutto multietnico oltre che volto ad offrire una formazione internazionale che consentisse a pataMilla di sentirsi a proprio agio sotto molti cieli
peccato che costi solo 650€ al mese! quindi la nostra scelta è sicuramente dettata dal prezzo, devo ammetterlo
Non so come sarà per pataMilla il prossimo anno, chissà…lo scopriremo vivendo!
April 12, 2011 at 1:33 PM Comments (2)



