il Diario di MillaZu

Sposa a 6 anni

SABATO

“mamma io e Ricky lunedì ci sposiamo!

“come vi sposate???? e me lo dici così? O_0

“… mamma ma dopo 5 anni era ora”

effettivamente sonno fidanzati dai tempi del nido ma…

“ma te lo ha chiesto lui?…ma a scuola amore? ma come… non sono invitata?”

“no gliel’ho chiesto io! perché?”

“e lui era contento?”

“si si ma si vergognava…ha detto subito SI ma mi ha chiesto solo di non baciarlo in bocca”

“ma amore, è il principe che chiede la mano alla principessa, e poi l’anello grande e sbrilluccicante amore, e si deve mettere in ginocchio, ti deve pregare di stare con lui per sempre perché ti ama alla follia….no?”

“ma lui ha detto si questo è importante”

LUNEDì

“ciao sposina della mamma, allora com’è andata oggi a scuola? ”

“ciao mamy, beneeee mi sono sposata!”

“eh si..mi racconti? sono troppo emozionata voglio sapere tutto!”

“…all’uscita di scuola per andare a pranzo ho urlato “ehi amici io e Ricky ci sposiamo” così ci siamo messi davanti alla porta e la maestra ha detto alla Bea di fare il prete, lei diceva Camilla vuoi sposare Riccardo SI, Riccardo sposi Camilla SI
lui ha detto che ci servivano gli anelli ma io non ce l’avevo allora lui mi ha dato una spilla di BenTen e io quella con il cuore che avevo sullo zaino
e poi ci siamo dati il bacio sulla guancia
lui rideva tanto e siamo andati a pranzo mano nella mano…”

piango ^_^
emozioneeeee

    Tags: , ,
    January 16, 2012 at 10:14 PM Comments (0)

    scuola pubblica e privata, italiana e non

    Giornata di blogging sulla scuola italiana – 12 aprile 2011

    Twitter #bloggerperlascuola e #scuolaitaliana

    Facebook http://www.facebook.com/event.php?eid=210198948991794

    Ponti Tibetani lancia questa proposta di parlare sui blog dell’argomento scuola, più precisamente la scelta tra scuola pubblica o privata

    Da piccola ho frequentato le elementari alla scuola francese a Roma, per una serie di vicissitudini sono finita in questa che più che una scuola privata sembrava un castello

    Ho un ricordo bellissimo oltre ad avermi lasciato la lingua in eredità: uscivamo alle 17, facevamo 3 sport a scelta su 5, 2 strumenti musicali a scelta su 5 , educazione domestica, calligrafia con la penna stilografica, c’era la mensa interna tipo self service, una maestra per ogni disciplina, attività teatrali, e lezione di Italiano e storia dell’Italia

    La scuola era privata frequentata soprattutto da figli di ambasciatori africani a Roma, quindi il tasso dei bimbi di colore era pari ai “bianchi”
    Non ho mai smesso di ringraziare mia madre per quella scelta!

    Così fin da piccola ho conosciuto realtà diverse, colori diversi dal mio…c’era una perfetta coabitazione di culture così lontane

    soprattutto non c’era questo concetto “io sono meglio” perché sono italiana in Italia,  ma eravamo tutti allo stesso livello
    c’erano bimbi che arrivavano con l’autista, quelli accompagnati dalla Filippina, altri con la scorta…quindi posso dire che in un certo senso ero io ad essere socialmente più sfigata di loro J ma non mi sono mai sentita in alcun modo etichettata

    Erano gli anni ’80 e mamma faceva due lavori per mantenermi la, finché poi in quarta elementare per mancanza di soldi sono stata iscritta alla scuola Italiana pubblica

    Tatannnnn, il colpo è stato durissomo!

    Non scrivevo ne leggevo in italiano, la mia R era così francese da far invidia ai francesi, e l’accento più che romanaccio era decisamente un sofisticato francofono
    ma più che rimettermi alla pari con il programma di studio (quella era più preoccupazione di mia madre), la mia difficoltà maggiore era nel capire come mai ci fossero solo 2 bambini “extracomunitari”

    mamma sai che gli altri bambini non giocano con loro?
    Amore qui non è  come in Francia dove ci sono tante culture diverse che vivono insieme…abbi pazienza e le cose cambieranno!

    Oggi, 2011, non faccio che sentire quanto le mamme fuori scuola siano preoccupate del fatto che il 40% della classe iscritta alla prima elementare è extracomunitaria!!! GULP
    So sconvolta!!!!! Ma le cose non dovevano cambiare?
    Eppure parliamo di bimbi nati e cresciuti qua, che parlano l’italiano meglio dei loro genitori e di pataMilla che sfoggia un fantastico dialetto Padovano..
    parliamo di bimbi che hanno frequentato anche il nido, quindi non hanno abitudini diverse dalla mia
    di bimbi che a 5 anni sanno già 2 lingue oltre all’italiano
    Ma possibile che nessuno lo trovi fantastico?
    Considero tutto questo stimolante ed estremamente formativo per pataMilla

    Come raccontavo in un post, abbiamo iscritto Milla alla scuola pubblica
    Certo che adesso sarà compito della scuola e delle insegnanti aiutare i bambini a colmare eventuali lacune e tenere il livello d’istruzione alla pari, soprattutto nel caso ci fossero casi di difficoltà d’apprendimento
    ma questo credo che sia a prescindere da quanti siano gli “extracomunitari” in classe!!!!

    devo essere sincera però, c’era una bella scuola English International School alla quale mi sarebbe piaciuto mandarla, proprio perché il percorso formativo fosse prima di tutto multietnico oltre che volto ad offrire una formazione internazionale che consentisse a pataMilla di sentirsi a proprio agio sotto molti cieli
    peccato che costi solo 650€ al mese! quindi la nostra scelta è sicuramente dettata dal prezzo, devo ammetterlo

    Non so come sarà per pataMilla il prossimo anno, chissà…lo scopriremo vivendo!
    :)

      Tags: , , ,
      April 12, 2011 at 1:33 PM Comments (2)

      lavoro + milla = ?

      sono in quella fase amletica percui mi sembra manchi un tassello
      e mi domando se non stia sbagliando qualcosa!!!
      il lavoro mi richiede più dedizione e Milla il TEMPO direttamente  proporzionale alla sua crescita…

      come si fa a conciliare le due cose?
      lavorativamente potrei fare e ottenere di più… ma poi penso e ripenso a TE e mi domando MA COME FACCIO????
      sinceramente è frustrante!

      adesso con l’iscrizione alle elementari ci saranno anche con i compiti da gestire
      così mi viene automatico farmi due conti e ripercorro a mente tutta la giornata e aggiungo alla fine almeno un ora da dedicare alla scuola
      ma quando? incastrato in che frangente?
      la sera esco dall’ufficio h 18.30 (senza mai un aperitivo, non vado in palestra, non faccio shopping e la spesa è costretta al sabato) prendo la macchina e vengo a prenderti dai nonni h 19, arriviamo a casa h 19.15
      preparo la cena e si mangia h 20
      ci si lava
      leggiamo una storia
      alle 21 a nanna!

      dove li incastriamo i compiti?
      ma ceeeertooooo: LI FAI CON I NONNI!!!! eh si, la soluzione ad ogni problema no?!
      ma io perchè sono l’unica a non vederla così?
      tu sei bimba a me e non ai nonni e cavoli quanto mi urta sapere che mi perdo dei pezzi della tua vita (in bicicletta hai imparato con il nonno, non con me grrr!!! so gelosa)

      è vero “non è quello che ti fa essere un bravo genitore, ma la qualità del tempo che passiamo assieme
      ma non voglio arrivare un giorno in cui ti guarderò e mi accorgerò che sei stata cresciuta da qualcun’altro nonni/maestre/babysitter o chicchessia!

      questo comporta tante scelte di vita/lavoro diverse da quelle che desidero realmente
      oddio quant’è difficile mettersela via!
      ma devo veramente mettermela via?
      difficile pensare che non posso aspirare di più!
      possibile?

      già così il tempo passarispettando la routine di tutte e due, ed ho l’impressione che il NOSTRO tempo sia poco
      pensa se mi dedicassi di più al lavoro che mi piace un sacco?

      non ho mai pensato di chiedere il part-time (e manco ce lo potremmo permettere) però quant’è bello venirti a prendere a scuola e passare il pomeriggio a fare torte :)
      ma non credo di essere una cattiva mamma perchè non lo faccio!
      …ovvio che se mi confronto con le altre che si trovano al parchetto a giocare o portano i figli a fare ginnastica/danza/piscina mi fa un pò invidia
      ma aimè sono una persona ambiziosa e spero che nel tempo tu non la viva come una mancanza

      e che un giorno, da grande, tu la veda come un valore da prendere in esempio e non una nota di demerito che ti faccia sentire frustrata come mi sento io in questo periodo di transizione…

        Tags: , , , , , , , , ,
        February 1, 2011 at 10:32 PM Comments (3)

        operazione elementari

        E’ arrivato a casa l’avviso della riunione generale di presentazione delle elementari.
        Siamo andati a sentire come funziona e capire cosa scegliere
        Io fino adesso ho sempre pensato che avrei voluto il tempo prolungato, un pò come adesso: entriamo alle 8.30, alle 15.30 i nonni ti vengono a prendere, io ti raggiungo dopo lavoro, il sabato sei a casa
        voglio un gran bene ai nonni, sia chiaro, e li ringrazio immensamente del servizio che ci forniscono MA credo sia meglio tu stia il più possibile con altri bimbi piuttosto che a casa con i “vecetti”
        poi visto anche gli esperimenti falliti delle varie attività extra…se anche il prossimo anno va così non è che puoi passare 6 h in casa x tutto l’inverno!

        Però effettivamente il “programma” scolastico (oddio che effetto che mi fa dirlo, siamo già all’età del programma scolastico!) è grande… è pesanteee…
        e tu sei così pioccola amoredimammaaa

        la direttrice ha illustrato le varie possibilità di orario, ma la premessa è chiara: per il tempo prolingato dipende tutto da quante adesioni raccolgono  e quanto personale viene assegnato!
        quindi alla fine, faremo tanta fatica a sceglierre la strada giusta e poi magari non ci sono le risorse per attivare il programma
        LoL!

        le 40h settimanale prevedono:

        • 27h – curricolo obbligatorio
        • 5h – mensa e dopo mensa
        • 8h – approfondimento disciplinare che consiste in laboratori più o meno creativi di teatro musica acquaticità a seconda sempre degli esperti che verranno coinvolti

        bhe dai, detta così pare anche leggera la cosa, ma poi ha continuato con:

        • italiano: 10h
        • matematica:6h
        • storia: 2h
        • geografia: 2hhttp://www.millazu.it/wp-admin/edit.php
        • arte: 2h
        • musica: 2h
        • educazione motoria: 2h
        • scienze: 2h
        • inglese: 1h
        • tecnologia: 1h
        • laboratori: 3h
        • religione: 2h

        GULP!!!!

          Tags: , ,
          January 19, 2011 at 11:31 PM Comments (0)

          ti racconto la storia di una “sorellanza”

          quando avevo circa la tua età 4/5 anni giocavo spesso nel giardino grande di nonna Elena
          nel condominio non c’erano molti bambini quindi giocavo da sola
          poi un giorno da sotto la siepe ho visto una mano che mi rubava tutti i pinoli che avevo accuratamente sfilato dalle pigne
          con tanto affanno si infilava nella ringhiera per riuscire a prendere tutti i pinoli, pazzesco
          allora l’ho fermata e ci siamo presentate: quella bambina si chiamava Giovanna

          questo è l’inizio di una “sorellanza”

          da li non ho più  ricordo di un giorno passato senza lei
          non ricordo nemmeno com’è successo che anche le nostre mamme sono diventate amiche, fatto sta che siamo andate a scuola assieme dalla prima elementare fino a tutte le superiori, oltre alle vacanze di Natale, vacanze estive, campi scuola, in tournè con la compagnia el Balletto di Roma, e viaggi in giro per i teatri, e oltre…

          Giovanna di mamma francese di nome Hélèn e papà toscano
          erano due ballerini di danza classica molto conosciuti
          diciamo che erano frequentazioni decisamente diverse dal solito, anche se per me a quel tempo era la pura normalità

          i suoi genitori non erano sposati anche se vivevano assieme, quindi è stato inevitabile che noi quattro diventammo inseparabili
          e da qui avrei un elenco infinito di aneddoti divertentissimi…quante ne abbiamo passate noi quattro e cosa non abbiamo vissuto assieme!

          Natale a Parigi a NotreDame, Sorrento in spiaggia a Dicembre, Sardegna in ferie (indimenticabile), Benevento in tour con la compagnia e Paganini, tutti gli anni a Viareggio a cucire costumi di scena, Palermo-Agrigento, po di nuovo in francia, poi in giro per l’italia…e via così

          sempre noi 4

          due giovani donne bellissime, forti, amiche, indipendenti…e con due figlie
          in naturale e perenne conflitto madre-figlia
          crescevamo assieme e moltiplicato per due

          se ci penso, con gli occhi di adesso, vedo due giovani donne che volevano vivere e vivere bene, al meglio e nonostante la vita fosse difficile (e noi figlie non sapremo mai quanto lo fosse) ci hanno comunque dato una adolescenza idimenticabile
          non si sono fermate e non si sono spaventate per la loro condizione di solitudine o precarietà
          se ci penso adesso che guardano TE…che strano effetto che mi fa
          è come se solo adesso capissi cosa intendeva mia madre quando mi diceva  “un giorno quando sarai grande capirai

          Giò era esile-pallida-biondo-cenere con i capelli lunghi fino al culo innamorata di Robert de Niro
          io nuotatrice-con-due-spalle-così mora con i boccoli ribelli persa per Tom Cruise
          lei classico Carmina Burana
          io moderno Stevie Wonder e Pink Floyd
          il diavolo e l’acqua santa insomma
          lei con una memoria di ferro, imparava subito, sforzo zero risultato 10
          io smemorina sforzo 10 risultato 5
          mamma che rabbia!
          però ci amavamo, veramente…era proprio come avere una sorella vera
          e sua mamma era come mia mamma

          abbiamo frequentato le elementari alla scuola francese
          io parlavo francese e mia mamma in italiano, e lo parlavo così bene che in quello io e Giò eravamo uguali
          in francia mi prendevano per sua sorella se non fosse per le fattezze terroniche che mi tradivano

          poi ci so state le medie e poi il liceo..lei magistrali io artistico

          alla fine sono partita per Venezia
          quella è stata la mia svolta
          e forse per fato, forse perchè così doveva andare
          anche Giò alla fine è venuta a Venezia

          eravamo cresciute
          eravamo due donne
          Giò tutta teatro e danza senza alcun interesse per l’università, tanta intelligenza sprecata
          io, ribelle sovversiva ma fortemente determinata a dimostrare al mondo che avevo ragione sulle mie scelte

          è nato tutto da una crisi d’amore con il suo Boys
          che l’ho convinta a staccare un pò e di seguirmi a Venezia almeno per la settimana di Carnevale
          e così è stato, è venuta su
          la settimana si è trasformata in un mese e vivere assieme, che era il  nostro sogno fin da piccole (o forse era solo il mio) era realtà
          nel frattempo il Boys era diventato veneziano quindi anche il cuore era più sereno
          abbastanza da pensare di cambiare contratto d’affitto per concretizzare sto sogno
          al che:

          • torna a roma per risolvere cose pratiche
          • arriva l’estate
          • sparisce…

          (normale amministrazione direi, conoscendola)

          ma a settembre all’iscrizione di un nuovo anno all’accademia incontro il famoso Boys e gli chiedo “ma Giò?? uff la solita :) dille di chiamarmi che sistemiamo con la casa, non l’ho più sentita” e lui “ma come non te l’ha detto? è ripartita per Roma da poco ma torna tra una settimana che andiamo a vivere assieme
          GULP CHE BOTTAAAA!!!!

          da li l’inizio del primo vero distacco
          ci siamo viste, ci siamo sentite ma nulla era più come prima
          io non ero più per lei la sorella di prima…e non perchè fosse successo qualcosa ma solo perchè così è stato
          poi è tornata amica e presente perchè si era mollata con il Boys
          e io c’ero, eravamo sotto lo stesso cielo in mezzo alla stessa acqua e comunque non avrei potuto non esserci
          ma è durata ben poco, fino a che non è arrivato l’amore…oggi fortunatamente dico che forse è quello vero
          ma non dimenticherò mai quel giorno di sole, a Santa Maria Formosa, e lei di corsa mi dice “lui non vuole che parlo con te

          non l’ho più vista!

          immaginavo tante cose con lei, di vivere tante anltre mille esperienze
          mille viaggi come quelli di tre giorni a Firenze alla Locanda degli Artisti……….
          non vedevo il mio futuro ma sapevo che lei ci sarebbe stata
          non sapevo cosa avremmo fatto o cosa saremmo diventate da grandi, ma comunque lo saremmo diventate assieme
          si, diciamo che non è finita bene :) e non voglio che pensi che sia una brutta storia, anzi se penso a Lei dentro di me non è cambiato nulla
          oggi che te l’ho scritta e dopo tanti anni che ci penso, capisco che  la fortuna di aver vissuto questa cosa è più grande del dolore di averla persa!

            Tags: , , , , , ,
            January 16, 2011 at 3:09 AM Comments (0)